Cosa Succede sui Mercati – 23 ottobre 2018


Francois Brunery (1849 1926): I CRITICI.

La manovra finanziaria italiana ha collezionato una serie di critiche.

Lo spread tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi continua a evidenziare una costante, per quanto lenta, salita. Contrariamente a quanto visto in situazioni precedenti, in qualche misura paragonabili a quella attuale, gli spread degli altri paesi non si sono allargati. Il declassamento di Moody’s per stime di crescita poco credibili e la motivazione dell’outlook stabile. La Brexit, le elezioni di mid- term. Il ballottaggio in Brasile. Il rendimento del decennale americano sale ancora.

Come sappiamo la manovra presentata dal governo italiano non è stata, come dire, accolta con favore.

Ha fatto rumore l’ammontare del deficit, ossia quella parte delle spese previste che ancora una volta dovrà essere finanziata aumentando il debito; ma quello che preoccupa di più sono le previsioni di crescita che sono ritenute sovrastimate e, quindi, lasciano intravedere uno scenario in cui il rapporto tra debito e PIL continuerà a crescere. Vale la pena qui ricordare che la crescita italiana nel terzo trimestre è ferma allo 0,1%.

Chi contesta i numeri del governo ritiene che sia stato stimato in eccesso il cosiddetto tendenziale ossia la crescita che l’economia avrebbe avuto senza la manovra finanziaria, che gli investimenti citati siano troppo pochi per accelerare la crescita e che non si sia considerato l’effetto, frenante, sulla crescita dell’aumento dei tassi. Qualcuno, dal fronte governativo, sostiene che lo spread sia legato solo ai titoli decennali e che non abbia conseguenze sui tassi a breve: quelli che colpiscono i mutui e la maggior parte dei prestiti. Purtroppo non è così: la curva dei tassi finisce per muoversi tutta al rialzo basta osservare i risultati delle ultime aste di BTP: per le scadenze triennali i tassi sono passati dall’ 1,2% al 2,5%.

Nei giorni scorsi è stata recapitata a Roma una lettera dell’UE, la seconda dopo quella del 5 ottobre, che contesta una deviazione senza precedenti (*) del tutto diversa da quelle recapitata a Belgio, Francia, Portogallo e Spagna che, con una curiosa decisione, hanno avuto qualche ora in più per rispondere. La risposta del governo non ha tenuto conto dei rilievi e di conseguenza la manovra, per la prima volta nella storia dell’Unione, è stata bocciata. Sono state concesse al nostro Paese tre settimane per modificarla, trascorse le quali potrebbe partire una procedura di infrazione.

Il vero problema rimane, comunque, l’andamento dello spread che potrebbe innestare problemi anche nei bilanci delle banche; infatti i privati che detengono Titoli di Stato possono, se credono, aspettare il rimborso, mentre invece le Banche sono tenute ad aggiornare in Bilancio il valore dei titoli di Stato e potrebbero, a seguito delle perdite, dover ricorrere ad aumenti di capitale oppure essere costrette a diminuire i prestiti concessi all’economia o confrontarsi con la procedura di Bail-in.

Il problema, come dire, successivo riguarda le conseguenze di un eventuale muro contro muro per il quale, come è ovvio , esistono due scenari.

Uno immaginato da chi ritiene che sia giusto proseguire con l’attuale manovra perché tanto l’Europa sarà costretta ad accettarla (**) a maggior ragione dopo le prossime elezioni europee di maggio.

L’altro, più realistico, di chi basa il proprio ragionamento sull’andamento degli spread con i paesi per i quali qualche anno fa si sarebbe temuto un contagio, ipotizza che l’Italia, qualora dovesse aver bisogno di aiuto, i.e. perdesse l’accesso ai mercati, verrebbe lasciata sola.

Chi predilige questo scenario si diverte anche ad analizzare l’ultimo giudizio di Moody’s nella parte in cui parla di outlook stabile giustificandolo con la presenza di una grossa ricchezza privata. Una frase che viene più o meno tradotta sostenendo che, diversamente dalla Grecia che non aveva ricchezza privata su cui puntare, l’Italia ha la possibilità di abbattere il proprio debito pubblico aumentando le tasse in varie forme che possono andare da una patrimoniale ad un innalzamento delle tasse di successione.

Dopo le ultime crisi l’Europa si è dotata di strumenti per fronteggiare eventuali nuove difficoltà in particolare l’ESM e l’OMT.

Strumenti che permetterebbero di acquistare una quantità illimitata di titoli di Stato emessi da una nazione in difficoltà qualora questa accetti di mettere in ordine i propri conti pubblici. Un aspetto curioso dell’attuale scenario è che qualche paese europeo, a cominciare da quelli dove i cosiddetti sovranisti sono in maggioranza, ha già messo le mani avanti circa eventuali esborsi per aiutare l’Italia.

Qualcuno ricorda come l’AFD, il partito che in Germania cerca di scalzare da tempo la Merkel, sia nato per contrastare l’idea di aiutare la Grecia. Qualcuno afferma che un eventuale atteggiamento del governo italiano che dovesse rimanere sintonizzato sull’attuale linea di intransigenza aiuterebbe la corsa dello spread.

Ogni volta che un investitore prende una posizione ha sempre presente la possibilità di sbagliarsi perché potrebbe realizzarsi lo scenario avverso rispetto a quello su cui sta puntando. Tanto più il governo considera solo le sue ragioni e non accetta i dubbi dei partner circa l’attendibilità delle proprie previsioni, quanto più gli operatori sapranno su quale scenario puntare. In pratica finora si è parlato solo di una programmazione di massima, il governo potrebbe poi presentare altri numeri nella legge di bilancio che è quella che conta, ma, come dire, si tratta di un’ipotesi remota !

Volendo fornire, per par condicio, la versione del governo ci affidiamo ad un paio di interventi del ministro Savona: uno al convegno dei giovani industriali a Capri ed un altro di fronte ad una platea di giornalisti stranieri.

Il ministro si dichiara convinto che le stime del governo (che abbiamo visto prima essere considerate da molti eccessivamente ottimistiche, pari ad 1.5% ed 1.6%) siano in realtà destinate ad essere riviste al rialzo. Due per cento nel 2019 e tre per cento nel 2020 grazie agli investimenti privati che il governo si propone di agevolare in tutti i modi e anche di sollecitare alle aziende a partecipazione statale. Nell’incontro con i giornalisti Savona cita un suo documento in cui richiama una frase di Machiavelli che spiega le difficoltà di chi si propone di aprire una strada nuova. In realtà è molto probabile che i partner europei, più che apprezzare gli sforzi, rivedano un Italia incline allo stesso assistenzialismo che ha generato l’enorme mole del debito che conosciamo. Tra l’altro, parlando con i giornalisti, Savona non manca di riconoscere l’enorme mole di riforme che devono essere fatte, sia a livello di enti locali che in Europa, per far partire gli investimenti. Parla poi di un monitoraggio trimestrale per permettere di intervenire su eventuali scostamenti, ma anche questa parte rischia di non essere credibile in Europa !

La Brexit appare ad un punto fermo, il nodo principale resta quello del confine irlandese che, se dovesse essere ripristinato, rischierebbe di aprire vecchi problemi di natura geopolitica che potrebbero spingersi fino al riemergere delle tentazioni indipendentistiche della Scozia. Aumenta il numero dei commentatori che immagina che, dopo una serie di passaggi rituali interni ed esterni, si possa arrivare ad un nuovo referendum. Uno dei tanti esempi che si fanno per descrivere le problematiche della Brexit riguarda lo stabilimento Honda di Swindon, località a metà strada tra Londra e Bristol, che , in caso di ripristino dei controlli doganali, dovrebbe dotarsi di un magazzino in grado di garantire la produzione per 9 giorni contro le attuali 36 ore e questo vorrebbe dire costruire uno dei più grandi magazzini del mondo.

Il 6 novembre si vedrà se verrà confermata la fiducia in Trump. I sondaggi parlano di una possibile vittoria dei democratici alla Camera. Si voterà anche per rinnovare 36 governatori e 6000 tra deputati e senatori dei singoli Stati. Per costringere Trump a cambiare le sue politiche sarebbe necessaria una improbabile vittoria al Senato.

Tra pochi giorni si voterà anche in Brasile dove Bolsonaro, un candidato di estrema destra fino a poco tempo fa assolutamente improbabile, ha ottime chance di vincere contro Haddad il candidato della sinistra che ha sostituito Lula attualmente in carcere per una condanna a 12 anni. Le posizioni di Bolsonaro sono molto liberali: ha dichiarato di guardare ai cosiddetti Chicago boys cileni, ma alcune prese di posizione sono state criticate persino da Marine Le Pen (!). I Chicago boys furono chiamati da Pinochet per imprimere al paese una svolta basata su privatizzazioni e flessibilità del lavoro.

Il rendimento del decennale statunitense ha raggiunto il 3,2% ponendo le basi per un alternativa agli investimenti azionari, anche se le azioni potrebbero aver ancora spazio. Di seguito un prospetto contenuto nell’ultima newsletter di UBS che delinea gli scenari di mercato ritenendo più probabile quello che assegna ancora un moderato spazio di crescita ai listini azionari globali. I rischi al ribasso citati sono sempre gli stessi: tensioni commerciali, petrolio e crescita dell’inflazione che costringa la FED ad accelerare il ritmo dei rialzi dei tassi.